BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//CRAG - ECPv6.15.17.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:CRAG
X-ORIGINAL-URL:https://cragallery.com
X-WR-CALDESC:Events for CRAG
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20210328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20211031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20210101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20220915T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20221015T170000
DTSTAMP:20260416T092315
CREATED:20220914T105215Z
LAST-MODIFIED:20230315T172404Z
UID:4522-1663228800-1665853200@cragallery.com
SUMMARY:I cieli in una stanza - Federico Caputo
DESCRIPTION:La galleria Crag – Chiono Reisovà art gallery è lieta di presentare I cieli in una stanza\, mostra personale dell’artista Federico Caputo (Sanremo\, 1995) dal 15 settembre al 15 ottobre 2022\, nella sede di via Giolitti 51/A\, Torino. \nQuesta mostra nasce dalla condivisione di una scoperta. \nTutto è iniziato con l’acquisto d’impulso di un album di fotografie contenente una raccolta di cartoline stampate durante il periodo del colonialismo dalla ditta “Fotocelere” di Torino. Le immagini erano tratte da scatti di Aldo Baratti che all’epoca viveva in Etiopia\, dove aveva lo studio fotografico. \nIl fascino delle fotografie di Baratti\, che con lo sguardo occidentale aveva ritratto un’Africa da sogno\, ci ha portati a riflettere su quale immaginario avessero suscitato queste cartoline distribuite tra il 1930 e il 1935 in Italia\, e quanto siano interessanti ancora oggi. \nphoto di Davide D’Ambra\nLe tematiche delle cartoline rimandano a differenti serie\, tra cui i corpi con i seni scoperti delle ragazze bilene\, chiamate “Veneri nere”: il nostro pensiero è andato al “madamato” e poi ancor oggi alle spose bambine. Altre serie raffigurano guerrieri in posa altera\, scene di lavoro e di quotidianità\, feste e cerimonie religiose. Tutto ciò spesso ripreso in mezzo ad una natura meravigliosa con sullo sfondo il gigante sicomoro e la fila di elefanti che incede passo dopo passo. \nLe nostre conversazioni\, stimolate dalle cartoline\, s’incalzavano via via che si approfondiva l’appassionante ricerca intorno al tema Etiopia. Federico Caputo ha raccolto i pensieri\, l’immaginario\, le note storiche fino a realizzare le opere in mostra. Abbiamo avuto la consapevolezza di come spesso sia difficile ripensare alla storia se non per stereotipi\, cosicché il nostro dialogo si è arricchito di un’ulteriore analisi grazie alla collaborazione di Nicola Imoli e di un testo di Michela Mivida Di Meo\, antropologi. \nDopo questo periodo di ricerca e riflessione\, Federico ha realizzato le sue opere intersecando liberamente le immagini delle cartoline con la sua pratica artistica\, la sua storia personale e quella collettiva con richiami al mondo della canzone. Ricamo dopo ricamo\, ha sovrapposto i suoi pensieri e le immagini fino a fissare con il filo e la lentezza del gesto una stratificazione tra il passato e la vita più recente. Le opere sono quadri ricamati a mano su stampe serigrafiche\, talvolta racchiuse in teche fosforescenti\, evidenziando così la barriera tra il passato e il presente\, tra il gesto intimo e antico del cucire con lane e fili preziosi e i contenitori fluo come i colori della palette dell’artista. In questo modo Federico Caputo\, in continuità con il suo lavoro\, ha inserito i suoi temi cari\, tra cui le figure iconiche degli anni ’60 che dominano la scena\, rimanendo legato a quel senso di nostalgia che pervade le sue opere\, non cadendo in questo modo in prevedibili soluzioni. È così che nasce l’opera guida della mostra\, nella quale l’artista s’immagina seduto sotto al grande sicomoro a contemplare un cielo immenso ascoltando “il cielo in una stanza” di Gino Paoli\, in una dimensione senza tempo. \n“Quando sei qui con me\, questa stanza non ha più pareti\, ma alberi\, alberi infiniti…” \nSi ringraziano gli antropologi Nicola Imoli e Michela Mivida Di Meo per il testo a supporto della mostra e per il loro entusiasmo nella partecipazione al progetto. \n \nPhoto di Davide D’Ambra\nNicola Imoli (Vicenza\, 1988) \nNicola Imoli dopo una laurea triennale in Lingue\, letterature e culture del Mediterraneo (Arabo e Hindi) si è laureato in Antropologia culturale all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sul paesaggio condiviso da pastori e miniere nel deserto del Gobi\, in Mongolia meridionale. Si è interessato in particolare allo studio dei fenomeni di mutamento sociale tramite le lente offerte dall’antropologia del paesaggio e delle forme di abitazione. Attualmente è dottorando presso l’Università di Torino. \nMichela Mivida Di Meo (Rodi\, 1988) \nDi madre greca-etiope e padre italo-etiope\, Michela cresce ad Atene fino al trasferimento in Italia\, a Desenzano del Garda\, dove frequenta l‘intero ciclo scolastico fino a laurearsi in Filosofia\, a Verona. Conseguita la specializzazione in Antropologia culturale\, durante gli studi universitari si avvicina al pensiero della differenza sessuale. Attualmente abita a Padova. Le piace pensare alla scrittura come il respiro della vita. Il suo racconto\, Ston afro\, ston afro tis thalassa\, ha vinto il Terzo Premio della XI edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre. \nFederico Caputo – Biografia \n Federico Caputo (Sanremo\, 1995) ha studiato pittura all’Accademia Albertina di Torino\, dove vive e lavora. \nLa sua pratica artistica è caratterizzata da un forte interesse per l’estetica della fibra e delle arti tessili. Il giovane artista utilizza sia materiali naturali che sintetici\, con il ricamo tradizionale e la sartoria italiana come suoi principali punti di riferimento. La ricerca formale viene unita a quella sostanziale\, passando in particolare dalla cultura italiana degli anni’60 a figure e oggetti pop contemporanei. \nper visionare le opere federico caputo works
URL:https://cragallery.com/event/i-cieli-in-una-stanza-federico-caputo/
CATEGORIES:current,Exhibitions
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cragallery.com/wp-content/uploads/2022/09/GUERRIERI-CUNAMA-2022-ricamo-in-lana-e-cotone-su-serigrafia-37-x-37-cm.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20221005T080000
DTEND;TZID=UTC:20221112T170000
DTSTAMP:20260416T092315
CREATED:20221002T172927Z
LAST-MODIFIED:20221130T090826Z
UID:4557-1664956800-1668272400@cragallery.com
SUMMARY:Continuum - Tomas Tichy
DESCRIPTION:ph Bruno Barbero\n \n \nCONTINUUM \nMostra personale di Tomas Tichy \nVia Parma 66 D – Torino \n5 ottobre – 12 novembre 2022 \nIl 5 ottobre 2022 CRAG Gallery presenta il nuovo spazio espositivo con la mostra Continuum dell’artista Tomas Tichy (Praga\, 1984) appartenente alla scena praghese della giovane pittura figurativa. \nIl luminosissimo loft nel quartiere Regio Parco in via Parma 66D\, che si affianca alla sede di via Giolitti 51\, vuole diventare a partire dal 2023 uno spazio di scambio tra arte\, design\, ed esperienze\, interessi\, e visioni di menti creative. Il desiderio è di condividere progetti tra più generazioni e continuare il percorso della galleria alla ricerca di artisti emergenti. \nPer questa preview dello spazio\, CRAG Gallery ha scelto di presentare un ciclo tematico realizzato tra il 2020 ed il 2022\, con fulcro l’osservazione dei cambiamenti dovuti alle tecnologie digitali e post-mediali che hanno influenzato ed influenzano la sensibilità dell’essere umano. A partire da immagini fotografiche in movimento\, Tomas Tichy con il media pittorico ci restituisce opere che interagiscono con la nostra percezione. \nIn passato la pittura figurativa rappresentava prevalentemente la realtà per ciò che era: attraverso le opere di Tichy le raffigurazioni contemporanee riportano ad una realtà mistificata\, fluida e cruda\, ad un dualismo tra ciò che è e ciò che appare. \nLe tematiche approfondite dall’artista sono molteplici\, dalla moda\, allo sport\, alle tecnologie\, agli idoli. I soggetti rappresentati nell’atto sportivo sono caratterizzati da una accelerazione quasi atemporale\, a metafora della nostra costante esigenza o abitudine alla corsa e competitività nelle azioni quotidiane. \nDall’altro lato l’artista si concentra sui “paradisi artificiali” della moda\, nei quali oggi più che mai il mondo del digitale ci presenta una realtà ideale e spesso effimera. Le immagini\, in particolare delle modelle iconiche\, vengono modificate pittoricamente come se fossero create meccanicamente dal trascinamento delle immagini su iPad. Viene ricreata una nuova dimensione di percezione del volto e della figura che restituisce il lato umano\, reale\, quasi malinconico\, abbandonando quello statico e di “facciata”. \nNelle opere ritroviamo “piante digitali”\, come analogia dell’intelligenza artificiale\, “con una forma che allude allo stato naturale seppure quello che stiamo osservando sia solo una struttura surrogata\, mimetizzata”” (Petr Vanous)\, che trasmette energia da un lato\, ma alienazione dall’altro. \nQuesto costante dualismo critico nelle rappresentazioni\, pregnante nelle scene di box o nell’interazione uomo-animale\, è portato avanti da Tichy con convinzione dello strumento artistico come chiave di presa di coscienza ed invito a vedere le opere d’arte come specchio di riflessione e abbandono ad una dimensione umana da ritrovare. \nPer visionare le opere https://cragallery.com/artists/tomas-tichy/ \n \n\n \n \nCONTINUUM \nSolo exhibition of Tomas Tichy \nNew space preview \nVia Parma 66 D – Turin \n5 October – 12 November 2022 \nOn 5 October 2022 CRAG Gallery presents the new exhibition space with the Continuum exhibition by the artist Tomas Tichy (Prague\, 1984) belonging to the Prague scene of young figurative painting. \nThe bright loft in the Regio Parco district in via Parma 66D\, which joins the headquarters in via Giolitti 51\, wants to become\, starting from 2023\, a space for exchange between art\, design\, and experiences\, interests\, and visions of creative minds. The desire is to share projects between generations and continue the path of the gallery in search of emerging artists. \nFor this preview of the space\, CRAG Gallery has chosen to present a thematic cycle created between 2020 and 2022\, with the focus on observing the changes due to digital and post-media technologies that have influenced and influence the sensitivity of the human being. Starting from photographic images in motion\, Tomas Tichy with the pictorial media gives us works that interact with our perception. \nIn the past\, figurative painting mainly represented reality for what it was: through Tichy’s works\, contemporary representations bring back to a mystified\, fluid and raw reality\, to a dualism between what is and what appears. \nThe themes explored by the artist are many\, from fashion\, to sport\, to technologies\, to idols. The subjects represented in the sporting act are characterized by an almost timeless acceleration\, a metaphor of our constant need or habit of running and competitiveness in daily actions. \nOn the other hand\, the artist focuses on the “artificial paradises” of fashion\, in which today more than ever the digital world presents us with an ideal and often ephemeral reality. Images\, especially of iconic models\, are pictorially modified as if they were created mechanically by dragging the images onto the iPad. A new dimension of perception of the face and of the figure is recreated which returns the human\, real\, almost melancholic side\, abandoning the static and “facade” side. \nIn the works we find “digital plants”\, as an analogy of artificial intelligence\, “with a form that alludes to the natural state even though what we are observing is only a surrogate\, camouflaged structure” “(Petr Vanous)\, which transmits energy on the one hand\, but alienation from the other. \nThis constant critical dualism in the representations\, pregnant in the box scenes or in the human-animal interaction\, is carried out by Tichy with conviction of the artistic instrument as a key to awareness and an invitation to see the works of art as a mirror of reflection and abandonment to a human dimension to be rediscovered. \n\nPer visionare le opere https://cragallery.com/artists/tomas-tichy/
URL:https://cragallery.com/event/continuum-tomas-tichy/
CATEGORIES:current,Exhibitions
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://cragallery.com/wp-content/uploads/2022/10/Continuum-180x150oil-and-acrylic-on-canvas-2022.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20221007T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20221106T170000
DTSTAMP:20260416T092315
CREATED:20221018T101552Z
LAST-MODIFIED:20230306T173608Z
UID:4690-1665129600-1667754000@cragallery.com
SUMMARY:Laura Omacini - Le beatitudini - Museo Ca' Pesaro
DESCRIPTION:Laura Omacini. Le beatitudini \n Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna\, 7.10 – 6.11.2022 \nA cura di / Curated by  Elisabetta Barisoni \nSelezionata nel 2021 da Ca’ Pesaro per il Premio Level 0 di ArtVerona\, Laura Omacini ha voluto creare per la project room al piano terra del Museo una nuova serie di opere intorno a un soggetto profondamente legato alla città di Venezia\, che da anni documenta attraverso fotografie\, schizzi ed appunti. \nLe impalcature\, con il loro arrampicarsi intorno agli edifici\, le loro velature e camuffamenti\, sono trattate come un elemento caratteristico del paesaggio cittadino\, il cui equilibrio necessita di continue cure e attenzioni. Presenze al contempo benefiche e invasive\, costanti e impermanenti\, queste costruzioni vengono estrapolate dal contesto urbano e riportate su collages che raccolgono frammenti di immagini tratte da riviste e quotidiani locali\, trasformandosi in membrane contenitive di un racconto del presente\, tra le cui increspature possiamo intravedere una serie di connessioni e rimandi simbolici. \nLa tensione tra lo spessore del collage e la superficie del film pittorico\, insieme al contrasto tra l’opacità delle luci e la trasparenza delle ombre\, ricrea un movimento acquatico che scompone e deforma la visione\, unendo il fondale ai riflessi del cielo. Si originano così composizioni che richiamano simultaneamente l’intimità della casa\, della cura\, del gesto quotidiano\, e l’alterità del mondo\, la sua interferenza\, il suo caos generativo\, aprendo a una molteplicità di interpretazioni e letture diverse.\nIl titolo della serie evoca un percorso verticale\, invitando lo sguardo a scalare l’immagine attraverso i diversi piani della rappresentazione. \nhttps://capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/laura-omacini-le-beatitudini/2022/09/22090/laura-omacini/ \n \nSelected in 2021 by Ca ‘Pesaro for the Level 0 Award of ArtVerona\, Laura Omacini wanted to create for the project room on the ground floor of the Museum a new series of works around a subject deeply linked to the city of Venice\, which for years she has documented through photographs\, sketches and notes. \nThe scaffolding\, with their climbing around the buildings\, their veils and camouflages\, are treated as a characteristic element of the city landscape\, whose balance requires continuous care and attention. Presences at the same time beneficial and invasive\, constant and impermanent\, these constructions are extrapolated from the urban context and reported on collages that collect fragments of images taken from local magazines and newspapers\, transforming themselves into containing membranes of a story of the present\, among whose ripples we can glimpse a series of connections and symbolic references. \nThe tension between the thickness of the collage and the surface of the pictorial film\, together with the contrast between the opacity of the lights and the transparency of the shadows\, recreates an aquatic movement that breaks down and deforms the vision\, combining the backdrop with the reflections of the sky. Thus compositions arise that simultaneously recall the intimacy of the home\, care\, the daily gesture\, and the otherness of the world\, its interference\, its generative chaos\, opening up to a multiplicity of different interpretations and readings.\nThe title of the series evokes a vertical path\, inviting the eye to scale the image through the different levels of representation.
URL:https://cragallery.com/event/laura-omacini-le-beatitudini/
CATEGORIES:Exhibitions
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://cragallery.com/wp-content/uploads/2022/10/Intermezzo-2022-collage-pastelli-acrilico-e-olio-su-tela-60x50-cm.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR