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SUMMARY:Giuliano Sale - The usual Captivity
DESCRIPTION:  \nper visionare le opere https://cragallery.com/artists/giuliano-sale/ \n  \n The Usual Captivity \nCrag Gallery inaugura la mostra personale di Giuliano Sale nella sede di via Giolitti 51 a Torino\, dal titolo “The Usual Captivity”\, nelle date 6 maggio / 26 giugno 2021. \nL’artista\, noto nel panorama della pittura figurativa italiana e non solo\, per questa mostra ha realizzato un ciclo di lavori inediti\, nati durante la pandemia che ha costretto al distanziamento nonché al ritiro sociale. \nA differenza di tanti altri mestieri\, professioni o vocazioni\, quella dell’Arte\, del suo momento creativo\, della sua visione pittorica\, è per Giuliano Sale la forma apoteotica di cattività; è il momento glorificato di sottrazione dall’ambiente più naturale\, quello in mezzo agli altri\, che per i lavori di Giuliano Sale risulta necessario. \nE’ la forma di autoisolamento innata nel modo di lavorare dell’artista\, un internamento necessario all’apertura del lavoro pittorico. Ne risulta un pieno di corpi ammassati ma solitari\, di linee che si confondono\, di oggetti iconici e di rimandi\, in perfetto equilibrio tra di loro. \nLa cattività è nei soggetti delle opere di Giuliano Sale una condizione a lui intrinseca\, possiamo dire una cattività di rito\, un esilio naturale. \nLe opere parlano di vite in modo irriverente\, crudo\, ironico\, intervallate da momenti di delicatezza e quotidianità.  Le scene ed i ritratti nascono da uno spirito di osservazione profondo e da esperienze interiorizzate dall’artista; si esplicano\, immagine per immagine\, accostando e sovrapponendo raffigurazioni a segni evocativi e contestualizzanti\, mediante scelte pittoriche fortemente figurative intervallate da dettagli pittorici più gestuali ed istintivi. \nLe rappresentazioni e gli sguardi ci obbligano ad entrare nel rituale dell’artista\, un misto di simbolismo e realtà\, in una narrazione apparentemente caotica\, ma di fatto assolutamente meticolosa. Ogni elemento ha il suo spazio\, ogni scelta pittorica ha una sua logica\, precisa e ferma. \nL’artista ben conosce l’interiorità dei suoi soggetti\, dal punk che voleva assomigliare a Bowie a coloro che si trovano ad essere protagonisti di una deposizione\, tra i partecipanti più o meno coinvolti di una festa\, ai tre anarchici che forse non lo sono così tanto. \nOltre al ritratto\, un altro elemento ricorrente è la nudità raffigurata in chiave realistica\, talvolta erotica\, che lascia trasparire la forte empatia che l’artista ha verso la realtà e l’essere umano: non c’è giudizio morale o estetico\, non ci sono confini tra giusto e sbagliato\, ma prese di coscienza di diverse realtà che ci vengono restituite secondo la sua visione. \nLa pittura di Giuliano Sale è generosa\, basta abbandonarsi ad essa. \nLa mostra si inserisce nel programma che caratterizza la ricerca della galleria impegnata a scoprire e presentare artisti emergenti e parallelamente volta a valorizzare la pittura contemporanea di protagonisti già conosciuti come Giuliano Sale. \nSi ringrazia per il contributo Mara Lomonaco \n  \nThe Usual Captivity \nCrag Gallery inaugurates Giuliano Sale’s solo exhibition at the gallery in via Giolitti 51 in Turin\, entitled “The Usual Captivity”\, on the dates 6 May / 26 June 2021. \nThe artist\, known in the panorama of Italian figurative painting and beyond\, has created a cycle of unpublished works for this exhibition\, born during the pandemic that forced distancing as well as social withdrawal. \nUnlike many other professions\,jobs or vocations\, that of Art\, of his creative moment\, of his pictorial vision\, is for Giuliano Sale the apotheotic form of captivity; it is the glorified moment of removal from the most natural environment\, the one in the midst of others\, which is necessary for the works of Giuliano Sale. \nIt is the form of self-isolation innate in the artist’s way of working\, a necessary internment for the opening of the pictorial work. The result is a fullness of massed but solitary bodies\, of lines that merge\, of iconic objects and references\, in perfect balance between them. \nCaptivity is an intrinsic condition in the subjects of Giuliano Sale’s works\, we can say a ritual captivity\, a natural exile. \nThe works speak of lives in an irreverent\, raw\, ironic way\, interspersed with moments of delicacy and everyday life. The scenes and portraits are born from a deep spirit of observation and internalized experiences by the artist; they are expressed\, image by image\, by juxtaposing and superimposing representations with evocative and contextualizing signs\, through highly figurative pictorial choices interspersed with more gestural and instinctive pictorial details. \nThe representations and the looks force us to enter the artist’s ritual\, a mixture of symbolism and reality\, in an apparently chaotic narrative\, but in fact absolutely meticulous. Each element has its own space\, each pictorial choice has its own logic\, precise and firm. \nThe artist knows the interiority of his subjects well\, from the punk who wanted to look like Bowie to those who find themselves protagonists of a deposition\, among the more or less involved participants of a party\, to the three anarchists who perhaps are not so much. \nIn addition to the portrait\, another recurring element is the nudity depicted in a realistic\, sometimes erotic key\, which reveals the strong empathy that the artist has towards reality and the human being: there is no moral or aesthetic judgment\, there is no they are boundaries between right and wrong\, but awareness of different realities that are given back to us according to his vision. \nGiuliano Sale’s painting is generous\, it is enough to abandon oneself to it. \nThe exhibition is part of the program that characterizes the gallery’s research committed to discovering and presenting emerging artists and at the same time aimed at enhancing the contemporary painting of already known protagonists such as Giuliano Sale. \nThanks to Mara Lomonaco for the contribution. \n 
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SUMMARY:CRAG LIDO - FEDERICO CAPUTO
DESCRIPTION:  \n  \nFederico Caputo \nCRAG LIDO \nMostra personale \n30 giugno – 24 luglio 2021 \ninaugurazione 30 giugno e 1 luglio \nore 16/20 \n sarà presente l’artista \n  \nCOMUNICATO STAMPA \nCrag Gallery inaugura la mostra personale del giovanissimo artista Federico Caputo da titolo “Crag Lido” nei giorni 30 giugno e 1 luglio\, a cura di Giorgio Bena. \n Dopo gli studi all’Accademia Albertina di Torino e la specializzazione in pittura\, Caputo si addentra nel mondo del ricamo unito talvolta all’installazione\, accolto dalla Galleria CRAG per questa sua prima mostra personale. \nUna vecchia cartolina che si rifiuta di sbiadire. È questa la riviera che ci racconta Federico Caputo nella sua Project Room “CRAG Lido”\, un’operazione di installazione ambientale sospesa tra la dolce consolazione della nostalgia ed uno sguardo ottimista puntato verso un futuro vicino (anzi vicinissimo) che ci riconsegni il diritto di immaginare un mondo libero dalle limitazioni con cui abbiamo imparato a convivere. \nAttraverso un citazionismo che unisce ad una dimensione pop fatta di rotocalchi e incarti di gelati un racconto biografico della sua infanzia passata tra Bordighera e Ventimiglia\, tra mattonelle colorate\, aiuole fiorite e foglie di palma\, Federico Caputo costruisce una scenografia abitabile capace di proiettarci in un’estate mediterranea che si colloca fuori dal tempo e dallo spazio\, in un luogo dell’anima che profuma sale\, oleandro e bouganville\, dove radio lontane suonano canzoni ovattate accompagnate dal frinire ossessivo delle cicale. Una vecchia cartolina che si rifiuta di sbiadire. \nCRAG Lido è l’invito ad abbandonarsi ad una malinconia gentile\, ad una leggerezza necessaria in questi tempi così complessi rispetto ai quali si fanno così enormi e roboanti parole come ripartenza e rinascita\, così intrinsecamente legate nel nostro immaginario a quell’estate “calda come i baci che ho perduto” cantata da Bruno Martino. Un invito ad abbracciare questo momento carico di attesa e scoprire che forma prenderà la nuova normalità. “Tornerà un altro inverno\, cadranno mille petali di rose\, la neve coprirà tutte le cose e forse un po’ di pace tornerà”. \n  \nIn occasione della mostra verrà presentata anche l’istallazione sonora dell’artista Korovev. \nLa mostra sarà visitabile nell’orario della galleria da martedì a sabato 11-13 e 15.30 -19.00 \nAltri giorni e orari su appuntamento \n  \nper vedere le opere: https://cragallery.com/artists/federico-caputo/ \n  \nFederico Caputo\nCRAG LIDO\nSolo show \nJune 30 – July 24\, 2021\nopening 30 June and 1 July \nthe artist will be present \nPRESS RELEASE \nCrag Gallery inaugurates the personal exhibition of the very young artist Federico Caputo entitled “Crag Lido” on 30 June and 1 July\, curated by Giorgio Bena. \nAfter studying at the Albertina Academy in Turin and specialising in painting\, Caputo enters the world of embroidery sometimes combined with the installation\, welcomed by the CRAG Gallery for this first solo exhibition. \nAn old postcard that refuses to fade. This is the riviera that Federico Caputo tells us in his Project Room “CRAG Lido”\, an environmental installation operation suspended between the sweet consolation of nostalgia and an optimistic gaze aimed at a near (indeed very close) future that will give us back the right to imagine a world free from the limitations we have learned to live with. \nThrough a quotationism that combines a pop dimension made of magazines and ice cream wrappers with a biographical story of his childhood spent between Bordighera and Ventimiglia\, between colored tiles\, flower beds and palm leaves\, Federico Caputo builds a habitable scenography capable of projecting us into a Mediterranean summer that takes place outside time and space\, in a place of the soul that smells salt\, oleander and bougainvillea\, where distant radios play muffled songs accompanied by the obsessive chirping of cicadas. An old postcard that refuses to fade. \nCRAG Lido is an invitation to abandon oneself to a gentle melancholy\, to a necessary lightness in these complex times with respect to which enormous and thunderous words such as restart and rebirth becoame so intrinsically linked in our imagination to that “hot summer the kisses that I lost ”sung by Bruno Martino. An invitation to embrace this moment full of waiting and discover what shape the new normal will take. “Another winter will come back\, a thousand rose petals will fall\, the snow will cover all things and maybe a little peace will come back”. \nOn the occasion of the exhibition\, the sound installation by the artist Korovev will also be presented. \ninfo@cragallery.com\n+39 3351227609 – + 39 3473420598\nCHIONO REISOVA ART GALLERY – CRAG\nvia Giolitti\, 51 – 10123 Turin\nwww.cragallery.com \n 
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SUMMARY:LNDSCP - New means for landscape
DESCRIPTION:  \nLNDSCP\nNew means for landscape\nCurated by Gabriele Salvaterra \nGroup Show\nJune 30 – July 24\, 2021 \nPRESS RELEASE \nCrag _ Chiono Reisovà Art Gallery is pleased to announce the opening of the exhibition LNDSCP / New means for landscape\, curated by Gabriele Salvaterra. LNDSCP is a traveling exhibition that saw the participation of the Paolo Maria Deanesi Gallery in Trento\, the Area35 Art Gallery in Milan and the Crag gallery in Turin\, adapting and changing in the different exhibition contexts starting from the same conceptual system. A single catalog to document the project with the works of two artists for each gallery: Oscar I. Contreras Rojas\, Pietro Geranzani\, Christian Macketanz\, Andrea Mangione\, Giacomo Modolo and Giovanni Pasini.\nThe text is a reflection of the curator on the theme of the landscape\, which for more than a century has become a genre that recounts interior\, subjective\, poetic or conceptual dynamics\, in addition to the most evident objective characteristics.\nStarting from the axiom that every creation is primarily a self-portrait\, a representation of the self\, the landscape genre experiences a particular contradiction\, arising instead from the opposite and then being reconverted to completely new purposes.\nIn particular\, Oscar Isaias Contreras Rojas starts from the historical-artistic stimuli of the past to explode them in composition with an expressionist-abstract flavor in which an atmospheric memory remains. Giacomo Modolo breaks down the initial figurative cells making the landscape a tool to develop an informal expressive practice full of personal memories. Pietro Geranzani\, like an archivist who notes significant elements in his diary\, uses the landscape element to navigate a dense historical and referential universe.\nChristian Macketanz\, with its evocative environments populated by mysterious characters\, sets up suffused and suspended atmospheres of a neo-eighteenth-century pictorial metaphysics\, while for Andrea Mangione the landscape reaches us through online search engines\, only to be “heated” by a poetic manual and the limits of hyperrealism. Finally\, for Giovanni Pasini\, the natural datum becomes a pretext for investigations of a philosophical nature on overcoming today’s extreme anthropization that invites us to get closer to the equilibrium of Eastern thought. \n  \nCOMUNICATO STAMPA \n Crag _ Chiono Reisovà Art Gallery è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra LNDSCP / New means for landscape\, a cura di Gabriele Salvaterra. LNDSCP è una mostra itinerante che ha visto la partecipazione della Galleria Paolo Maria Deanesi di Trento\, di Area35 Art Gallery di Milano ed a Torino di Crag gallery\, adattandosi e mutando nei diversi contesti espositivi a partire dallo stesso impianto concettuale. Un unico catalogo a documentare il progetto con le opere di due artisti per ogni galleria: Oscar I. Contreras Rojas\, Pietro Geranzani\, Christian Macketanz\, Andrea Mangione\, Giacomo Modolo e Giovanni Pasini. \nIl testo è una riflessione del curatore sul tema del paesaggio\, diventato da più di un secolo un genere che racconta dinamiche interiori\, soggettive\, poetiche o concettuali\, oltre alle più evidenti caratteristiche oggettive.\nPartendo dall’assioma per cui ogni creazione è in primo luogo autoritratto\, rappresentazione del sé\, il genere paesaggistico vive una particolare contraddizione nascendo\, invece\, dall’opposto per poi essere riconvertito a finalità completamente nuove. \nIn particolare\, Oscar Isaias Contreras Rojas prende avvio dagli stimoli storico-artistici del passato per esploderli in composizione dal sapore espressionista-astratto in cui permane una memoria atmosferica. Giacomo Modolo scompone le cellule figurative iniziali facendo del paesaggio uno strumento per sviluppare una pratica informale espressiva densa di memorie personali. Pietro Geranzani\, come un archivista che appunti elementi pregnanti sul proprio diario\, si serve dell’elemento paesaggistico per destreggiarsi in un denso universo storico e referenziale.\nChristian Macketanz\, con i suoi ambienti suggestivi popolati da personaggi misteriosi\, allestisce atmosfere soffuse e sospese di una metafisica pittorica neo-settecentesca\, mentre per Andrea Mangione il paesaggio ci raggiunge tramite i motori di ricerca online\, per poi essere “riscaldato” da una tecnica manuale poetica e ai limiti dell’iperrealismo. Infine\, per Giovanni Pasini\, il dato naturale diventa pretesto per investigazioni di natura filosofica sul superamento dell’estrema antropizzazione odierna che invita ad avvicinarsi all’equilibrio del pensiero orientale. \n  \n 
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